Nonostante le varie campagne informative e le informazioni che i media diffondono, di fatto, il farmaco equivalente è ancora un mistero per molti italiani. La dicitura giusta è “equivalente” in quanto il termine “generico” veniva tradotto dal cittadino come sinonimo di "comune", dunque in grado di curare un gran numero di patologie. In realtà il termine equivalente riferito al farmaco significa semplicemente che quel farmaco non è più coperto dal brevetto (normalmente dopo 10 anni) e che quindi può essere prodotto da altre aziende senza il nome di fantasia, ma riportando sulla scatola il nome del principio attivo ed il nome dell’azienda che lo produce. Proprio come il farmaco di “marca” da cui derivano, gli equivalenti possono essere sia da banco, e dunque acquistabili liberamente, sia prescrivibili, quindi con prescrizione medica.

Costano meno, sino al 50% in meno, non perché non siano di “qualità” ma, semplicemente, non sono gravati dalle spese di promozione presso la classe medica e anche dalle spese di ricerca che sono state già svolte. Ciò costituisce un’importante occasione di risparmio sia per il cittadino, quando lo acquista a proprio carico, sia per il Sistema Sanitario Nazionale quando il farmaco è rimborsabile.

Il farmaco equivalente offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza perché è sottoposto, come i farmaci di marca, allo stesso tipo di controllo e di sorveglianza da parte delle autorità sanitarie. E’ importante ricordare che il farmacista, per legge, è tenuto ad informare il cliente sulla possibilità di sostituire il farmaco prescritto dal proprio medico con il generico corrispondente. All’acquirente si lascia la possibilità di scelta ma nel caso di rifiuto la differenza di prezzo sarà a suo carico. Il farmaco equivalente, quindi, è qualità, sicurezza ma anche risparmio per il cittadino e per il Sistema Sanitario Nazionale, che può utilizzare le risorse, ad esempio, per favorire l’accesso a terapie costose e innovative. I Paesi europei, in generale, hanno compreso l'importanza dell'uso dei farmaci equivalenti. In Italia però c’è ancora molta strada da fare: soltanto 1 cittadino su 10 sceglie di acquistare il farmaco generico garantendosi un sensibile risparmio a parità di qualità ed efficacia. 

La tabella riporta il risparmio potenziale per i cittadini nelle diverse regioni dal 01 settembre a oggi*

* Elaborazione Centro Studi Assogenerici su dati IMS HEALTH Il dato si riferisce alla differenza che il cittadino paga scegliendo il farmaco di marca al posto del farmaco generico sui farmaci di fascia A rimborsati dal SSN. Il dato giornaliero è stato ottenuto dividendo per il numero dei giorni del mese il dato mensile, derivante dalla media storica degli ultimi 12 mesi.

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