donne in rivolta

Negli ospedali il trattamento non è iniziato (salvo un caso a Firenze) e soprattutto quasi ovunque non verrà fatto alle coppie con donne di più di 43 anni.

Secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni quell’età rappresenta il limite alla rimborsabilità della prestazione: sotto si ottiene con il ticket, sopra si dovrebbe pagare la tariffa piena (3.500-6.000 euro). Si dovrebbe, perché in molte Regioni in questi giorni viene deciso di non intervenire comunque su chi ha superato i 43 anni, perché non è il caso che l’ospedale si occupi di prestazioni a pagamento e si vuole pensare prima alle coppie più giovani alle quali per motivi sanitari è stato riconosciuto il diritto a fare il trattamento al costo del ticket. La Toscana ha scritto il principio in una delibera ma la vedono allo stesso modo anche in Emilia Romagna o in Piemonte, per citare solo alcune Regioni.

Il punto è che secondo gli esperti sono circa il 70% le over 43 che chiedono l’eterologa. Finiranno tutte dai privati. «La maggior parte delle pazienti saranno escluse dalla sanità pubblica», commenta Costantini, relatrice dei ricorsi che hanno portato alla sentenza. Ha raccolto la rabbia, il disorientamento delle migliaia di coppie che avevano sperato, dopo il 9 aprile di poter cercare un figlio con donazioni di gameti a pochi passi da casa in un ospedale pubblico. Le sue parole trovano conferma a Milano. Persino dal centro di consulenza genitoriale di Sos infertilità, organizzato con l’appoggio del Comune consigliano «alle coppie di andare oltreconfine ». I motivi? Innanzitutto il limite di 43 anni: «Se è sensato dal punto di vista medico nella fecondazione omologa, perché dopo quell’età c’è poca probabilità che i gameti femminili possano concepire, è assurdo in quella eterologa con donazione di ovociti », sottolinea Rossella Bertolucci. Finirà che i privati faranno ottimi affari con pazienti che il servizio pubblico non è in grado di seguire. Un altro problema riguarda le donazioni: quasi ovunque in Italia non è partita la raccolta di gameti e comunque al momento è molto difficile trovare persone, soprattutto donne, disposte a sottoporsi a trattamento ormonale ed intervento per aiutare chi ha problemi di infertilità.

E non è un caso che l’unico trattamento di eterologa eseguito fino ad oggi nel pubblico, all’ospedale di Careggi di Firenze l’altra settimana, sia avvenuto grazie all’acquisizione di liquido seminale da una banca estera. Almeno all’inizio le altre Regioni dovranno percorrere la stessa strada. E c’è un altro problema che riguarda la donazione: i gameti crioconservati in questi anni per trattamenti di fecondazione omologa non si potrebbero usare per fare l’eterologa anche se le donne a cui appartengono vogliono donare. Andrea Borini, presidente della Società italiana di prevenzione della fertilità, fa notare come con le nuove linee guida tra gli esami che devono essere necessariamente fatti ai donatori ci sia il tampone vaginale. «Ma non è mai stato previsto in Italia — dice — e non lo è nelle banche dei tessuti straniere, perché è inutile. Ma averlo richiesto rende inutilizzabili i migliaia di ovociti conservati nelle nostre strutture in questi anni». E ci sono dubbi anche per l’acquisizione all’estero.

La sanità pubblica sta stentando ma le coppie sono battagliere e qualcuno, forte della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 e della nuova norma che regola la libera circolazione dei pazienti in Europa, va a farsi curare all’estero e chiede il rimborso delle spese alla propria Asl. Una coppia romagnola, assistita dal centro di Lugo Artebios ha vista riconosciuta la sua richiesta di copertura di parte delle spese sostenute per fare il trattamento in Spagna proprio ad aprile. Ma i ricorsi alle aziende sanitarie per avere i soldi spesi all’estero si stanno moltiplicando. L’avvocato Gianni Baldini, un altro dei legali che ha seguito molte cause contro la legge, 40 ne ha presentati cinque, a Puglia, Lombardia e Veneto.

Calendario Ecm

Chi siamo

FeradoNel 2007, su iniziativa di giovani professionisti, provenienti dal settore del marketing e dell'organizzazione eventi, nasce Qiblì.
Leggi tutto

Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email nella nostra mailing list per rimanere aggiornato sulle nostre attività.


Qiblì srl

V.le Gramsci, 138 - 74023, Grottaglie (Ta)
Email: info@qibli.it
PI: 02673960734
Vai all'inizio della pagina